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Esma Avverte i Broker

Inserito in Esma News

Esma "avverte" i broker CFDs: no conto Pro! 

L'Esma si è accorta che i broker stano spingendo i propri clienti trader a passare al conto professionale ed "avverte" i trading  broker al dettaglio di non promuovere il passaggio a trader professionale dei trader loro clienti, allo scopo di evitare le restrizioni imposte quest'anno alla attività di trading oline in Europa. L'Esma  "avverte" i  broker di non promuovere lo status di trader "professionale" a favore di trader non qualificati. Un trader come si qualifica? Quali sono i requisiti per essere inserito nella lista dei trader professionisti ed aprire un conto "Pro"? Semplice: prima di tutto avere 500mila sul conto.

Contenuti:

Il conto professionale

Come si apre un conto professionale? Il conto professionale ha alcuni requisiti, per alcuni versi molto criticabili. Per poter aprire un conto trading professionale, e quindi non essere sottoposto alle restrizioni Esma, il trader deve soddisfare almeno due dei seguenti tre criteri. Volumi: il trader deve aver effettuato un volume significativamente alto di transazioni, nel mercato di riferimento, con una media di 10 operazioni a trimestre negli ultimi quattro trimestri. Capitale: il volume del portafoglio di strumenti finanziari, inclusi depositi in contanti e asset finanziari, deve superare i 500.000 €. Nel portafoglio sono compresi i conti di deposito, opzioni, portafogli azionari, titoli e fondi di investimento. Esperienza: il trader deve aver lavorato nel settore finanziario per almeno un anno, occupando una posizione professionale che richieda conoscenza delle transazioni e dei servizi previsti. 

L'Esma strozza i trader. Come aprire un conto alle Bahamas.

Le critiche dei trader

La reazione dei trader alla pubblicazione di questi criteri è stata di estremo sconcerto. Molti trovano questi criteri assurdi: quanti sono i trader che possono vantare un capitale di 500mila euro? Quasi nessuno perché i trader retail fanno piccole e brevi operazioni con un capitale limitato ed hanno bisogno di una leva sufficiente a sfruttare la volatilità del mercato anche in modalità scalping, e per il resto del tempo restano liquidi. Senza leva il trading online si fa molto difficile, più rischioso ed alla fine costringe a non fare nulla o a chiudere il conto. Non stiamo parlando dei principianti o neofiti che hanno iniziato a fare trading da qualche anno. Stiamo parlando di trader esperti che hanno iniziato negli anni 90 o 2000, che hanno maturato una esperienza ed una sensibilità verso il mercato e lo strumento finanziario che chi ha lavorato un anno in banca allo sportello, o come promotore difficilmente può possedere. Queste limitazioni quindi sono considerate dai trader come pretestuose ed assurde. Il loro fine sembra, non tanto la tutela dei trader, ma piuttosto la volontà di togliere i clienti ai broker per farli passare alle banche, o quantomeno sollecitare i broker a trasformarsi in banca.     

Esma e le banche    

L'Esma ha vietato ai trading broker europei di rendere pubbliche le alternative che permettano ai trader di evitare le restrizioni Esma imposte ai trader ed ai broker. Quindi è lo stesso trader che deve chiedere una alternativa senza alcuna sollecitazione da parte del broker che deve rimanere muto. Dalle restrizioni Esma sono escluse tuttavia le piattaforme trading delle banche che possono servire ai loro clienti ogni cosa. Le banche, che mediamente propongono un 80% di prodotti finanziari in totale conflitto d'interesse, non sono obbligate in questo caso a pubblicare l'ammontare percentuale delle perdite dei trader loro clienti come devono fare in modo invasivo i trading broker anche sui piccoli banner pubblicitari. Due pesi e due misure.   

Esma sempre più restrittiva

Esma si è accorta che i Forex trading broker al dettaglio cercano di studiare il modo per aggirare le assurde restrizioni sui CFD dal momento che queste producono danni notevoli alla loro attività con cali dei volumi intorno al 40%. 
L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) ha emesso un "avvertimento" per i broker al dettaglio che offrono contratti per differenza (CFD) ai clienti dell'Unione europea in merito alla promozione della classificazione "professionale" tra i suoi clienti come mezzo per aggirare le restrizioni di leva in vigore su il continente. Chiaramente alcuni  broker hanno chiuso un occhio, o hanno trovato il modo  per far passare i loro clienti al "conto pro" ed evitare l'Esma.

Bahamas - Trading senza limitazioni

Esma sottolinea la propria attenzione in merito al marketing, alla distribuzione ed alla vendita di CFD dei broker ai clienti al dettaglio e ritiene necessario ricordare ai fornitori di CFD di osservare i requisiti richiesti. Questo "avvertimento" molto probabilmente sarà seguito in un prossimo futuro dalle sanzioni verso i broker che hanno cercato il modo di evitare i danni provocati delle restrizioni. Quale sarà la reazione dei trader che cercano una operatività con leverage adeguato? Cercheranno un broker no Esma, cioè non sottoposto alle restrizioni perché non europeo, oppure chiederanno "espressamente" ad un broker europeo e globale con sede alle Bahamas, di aprire un conto trading senza restrizioni Esma. I broker europei presenti alle Bahamas non sono pochi. Tutti i broker globali hanno possibilità di aprire un conto trading in filiali estere non sottoposte all'Esma, ma deve essere il trader a chiederne l'apertura espressamente di propria iniziativa senza alcuna sollecitazione da parte del broker. L'Esma non consente la benchè minima sollecitazione e sta procedendo ad intensificare i controlli.  

Tags: conto pro bahamas Esma trader Broker

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