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Metalli Preziosi

Le terre rare.

Terre Rare in Italia

Inserito in Terre Rare

Una miniera di preziose Terre Rare italiane.

Le Terre Rare, o metalli rari, in Italia sono abbondanti nei RAEE, cioè i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia, paese povero di materie prime, sono presenti alcuni dei più grandi bacini al mondo di Antimonio e Titanio: il primo in Toscana, il secondo in Liguria. Due elementi fondamentali per smartphone e pannelli solari, ma che incredibilmente non vengono sfruttati. Gli italiani sono grandi consumatori di cellulari. Possono recuperare le Terre Rare. Il brevetto ENEA per il recupero delle Terre Rare. 

Contenuti:

Le Terre Rare sono 17 tipologie di metalli rari inseriti nella tavola periodica e con nomi strani: Cerio, Disprosio, Samario, Lantanio, Terbio, Praseodimio, Promezio, Erbio, Neodimio, Scandio, Ittrio, Olmio, Europio, Itterbio, Gadolinio, Tulio, Lutezio.

Terre rare e Cina

La Cina, il più grande produttore di Terre Rare del pianeta, mantiene bassi i livelli di esportazione con l’intento di conservare di favorire la vendita dei prodotti finiti (oltre il 90% delle Terre Rare è concentrato in territorio cinese). Eppure, anche in Italia e in tutto l'Occidente, esistono delle vere e proprie "miniere urbane" di Terre Rare: i rifiuti elettronici.

I RAEE, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Materie prime critiche e Terre Rare sono le nuove risorse da valorizzare nei processi industriali. Attualmente, il recupero dei materiali preziosi impiegati, per esempio, nella produzione dei telefoni cellulari consentirebbe di raccogliere Terre Rare per un valore di mercato di 150 milioni di euro. A oggi, invece, il numero di apparecchi riciclati è di solo mezzo milione di pezzi (contro i 35 milioni di dispositivi venduti nel 2011) per un recupero di appena 2 milioni di euro. Senza contare che nella batteria di una automobile ibrida ci sono circa 10 kg di Lantanio; il magnete di una grande turbina eolica può contenere 260 kg o più di Neodimio; la marmitta catalitica di un'auto contiene Cerio e Lantanio.

ENEA e Terre Rare

Il nuovo processo hi-tech, Brevetto ENEA per estrarre materiali preziosi (oro, argento e platino) e materie prime strategiche da Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), risponde all’esigenza di riutilizzarli per produrre nuovi prodotti quali telefoni cellulari, cavi di fibre ottiche, celle fotovoltaiche, turbine eoliche, rivelatori all’infrarosso, leghe leggere in alluminio.

ENEA è il polo europeo per il Sud Europa per la ricerca sulle materie prime strategiche, con l’obiettivo di far fronte a una domanda in forte crescita, a fronte di un’offerta concentrata in pochi paesi – Cina, Russia, Repubblica democratica del Congo e Brasile – e a un basso grado di sostituibilità e di riciclaggio.

Attualmente solo il 30% dei circa 10 milioni di tonnellate di RAEE prodotti in Europa viene gestito correttamente, mentre con adeguate procedure di raccolta e di riciclo si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino.

La scarsa disponibilità di Terre Rare e la dipendenza dalla Cina hanno spinto anche in Italia alcune Università e alcuni gruppi industriali ad intraprendere due linee di attività: la sostituzione delle Terre Rare (essendo quasi tutte classificate come tossiche o, nel caso del Promezio, radioattive) con altri metalli o il migliore ciclo di utilizzo nel processo produttivo; il recupero delle Terre Rare dai RAEE.

Terre rare in Italia

In Italia, si consumano 800 tonnellate di Terre Rare ogni anno, ma se consideriamo tutti i prodotti acquistati finiti, dalle automobili ai computer, a questo numero bisogna aggiungere altre 8.000 tonnellate per un totale di 8.800 tonnellate l'anno.

Il consumo interno potrebbe essere sostenuto dal trattamento dei RAEE. Ma una potenziale risorsa di materie prime rare e pregiate per lo sviluppo industriale non solo non viene riciclata, ma spesso diventa un costo. Per di più in molti Paesi europei e del Nord America si esportano i RAEE nelle aree più povere del pianeta, spacciandoli per "prodotti elettronici usati" in modo da non doverli trattare come rifiuti.

Terre rare - Domanda e restrizioni

L'aumento della domanda e le annunciate restrizioni all'export da parte della Cina hanno da un lato riattivato alcuni investimenti in  miniere marginali in Usa e in Australia e dall'altro fatto riprendere le esplorazioni in nuove miniere (come ad esempio in Tanzania, Kazhakistan, Sri Lanka e Thailandia); ma soprattutto si sono registrati notevoli aumenti dei prezzi delle Terre Rare, che hanno subito anche aumenti del 700% (Europio).
Il 25 per cento della produzione mondiale di Terre Rare viene impiegata nel settore dei magneti che, unito al settore dei catalizzatori per fluidi e alle polvere lucidanti, rappresenta più della metà del totale. Circa il 50% dei materiali rari viene impiegato in settori nei quali il potenziale di recupero è molto alto: magneti, batterie in lega, vetro, fosfori.

Le Terre Rare sono utilizzate in moltissimi campi: dalle pale eoliche alla chimica, dalla produzione di smartphone e PC all’automotive, dall’industria dei magneti alla produzione di catalizzatori.

Terre rare - Il libro 

Guillaume Pitron nel suo libro la Guerra dei metalli rari parla delle Terre Rare. L’estrazione e la raffinazione dei metalli rari (quelli fortemente utilizzati nella quarta rivoluzione industriale) richiedono processi molto inquinanti ed il loro riciclaggio è deludente. Sono necessarie 8,5 tonnellate di roccia per produrre un chilo di vanadio, sedici tonnellate per un chilo di cerio, cinquanta tonnellate per il gallio e duecento tonnellate per il lutezio. Un costo ambientale e umano immenso. Inoltre si pone un problema di carattere geopolitico. Nel libro di Pitron emerge che la Cina è il primo produttore di 28 risorse minerarie con una percentuale superiore al 50%. Deng Xiaoping avrebbe affermato: Il Medio Oriente ha il petrolio. La Cina le Terre Rare”.

Terre rare e ambiente

La leadership cinese, però, ha un prezzo ambientale enorme: primo paese al mondo per emissioni di gas serra, il 10% delle terre coltivabili contaminate da metalli pesanti, l’80% dei pozzi sotterranei non adatti al consumo. Il mondo digitale sfrutta grandi quantità annue di metalli: 320 tonnellate di oro, 7500 di argento, il 22 % di mercurio. La produzione di computer e telefoni cellulari assorbe il 19% del palladio, il 23% di quella del cobalto.

Un magnete di Terre Rare è cento volte più piccolo di un magnete di ferrite e così i motori elettrici si sono miniaturizzati. Negli anni ottanta il Giappone era tra i leader nella fabbricazione dei magneti, poi hanno iniziato a delocalizzare a Canton in Cina, lavorando sempre meno i magneti meno pregiati. Negli anni 90 USA-Europa e Giappone controllavano il 90% del mercato, ad oggi i ¾ sono cinesi. E' recente la notizia l’acquisizione della storica azienda italiana Magneti Marelli da parte della giapponese Calsonic Kansei dopo che per cento anni è stata dentro Fiat.

Anche il Financial Times sottolinea gli aspetti positivi sulla filiera della generazione di energia dal vento. Sebbene il costo delle turbine eoliche si sia notevolmente ridotto negli ultimi 10 anni, la guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti potrebbe praticamente invertire questo trend. Questo sia per quanto riguarda l’acciaio sia per quanto riguarda le Terre Rare necessarie a produrre le pale eoliche e i loro magneti.

Tags: RAEE italia Terre Rare

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