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Tassazione CFD - Stralciata!!

Inserito in CFD

La tassazione dei CFD.

Tassazione CFD ammazza trading cancellata dalla manovra economica.

Un aumento della tassazione, prima dello 0,40% poi corretto a 0,04%, che avrebbe fatto chiudere in Italia almeno il 70% dei broker, con una perdita di 80-90 milioni di gettito per lo Stato, e avrebbe distrutto un mercato con un giro d'affari di circa 400 miliardi di euro. E' evidente che la politica non conosca questo settore, il suo funzionamento e il lavoro di chi ci opera. Il trading online e la piccola finanza hanno affrontato almeno quattro volte il rischio che la politica distrugga il settore come un elefante nella casa di vetro: specie nel 2012 con l'introduzione della Tobin tax proposta addirittura allo 0,50% e poi ridotta; una tassa che paghiamo solo in Italia a tutto vantaggio degli operatori stranieri. Serve una associazione che ci tuteli.

Contenuti:

I trader che operano con i Cfd, i Contracts For Difference, tirano un sospiro di sollievo: oggi il Governo italiano ha stralciato, come da richiesta di alcuni degli operatori del settore e di alcuni dei più noti traders attivi nel nostro Paese, dalla manovra finanziaria la Tobin Tax su questi prodotti che introduceva un’aliquota dello 0,04% (inizialmente fissata addirittura allo 0,4%). Tobin tax  (indeducibile) e capital gain, due macigni che distorcono il mercato secondo Saverio Berlinzani, cambista professionale noto e stimato da tutti gli operatori, artefice di una azione informativa presso l'ambiente politico che ha raggiunto lo scopo: stralciare la nuova tassazione sui CFD e salvare il mercato.     

Uno dei motivi che hanno convinto i relatori è stato che l’aumento della tassa sui CFDs avrebbe avrebbe portato un danno al bilancio dello Stato con una la perdita netta di gettito (Irpef lavoratori diretti e indotto, Iva indiretta e Capital Gain) quantificabile in circa 80 - 90 milioni di euro. La legge avrebbe richiesto anzi una copertura che non c'era; quindi la legge non poteva essere proposta ed approvata perché avrebbe avuto gettito negativo. Emendamento quindi cancellato.

Tassazione sui CFDs - Le conseguenze evitate

Questa nuova tassa sui CFDs sicuramente avrebbe provocato un un crollo dei volumi, con conseguente impatto negativo non solo sulla redditività degli operatori finanziari del settore ma anche di tutte quelle realtà che forniscono servizi agli stessi. Molti avrebbero trasferito le operazioni in CFD all’estero e/o presso operatori non regolati dalle nostre Autorità; questo avrebbe lasciato privi di tutele proprio quegli investitori e trader italiani.  Una norma quindi ingiusta, inutile e dannosa che avrebbe cancellato anche posti di lavoro.

Facciamo un esempio. Un operatore che guadagni sul mercato in un giorno lo 0,10 %, sarebbe chiamato a versare all’erario lo 0,11% , 0,04 % sia sull’acquisto che sulla vendita oltre al 26% della plusvalenza, come tassa sul capital gain (al cui fine, la Tobin Tax è indeducibile). Una autentica follia, che, tra l’altro, avrebbe inevitabilmente un effetto negativo sul gettito complessivo.

L’aumento della tassa sui CFD avrebbe infatti avrebbe portato inoltre un danno al bilancio dello Stato con una la perdita netta di gettito (Irpef lavoratori diretti e indotto, Iva indiretta e Capital Gain). E la Borsa Italiana? Scesa al 20° posto nel rankink mondiale prenderebbe una ulteriore mazzata. Chi si quoterebbe poi in Borsa?

Mercato più liquido ed efficiente 

Quello che i politici firmatari hanno capito ( Zanettin, Calandra, Galli, Missiani) è che la piccola finanza, oltre a alimentare un buon numero di posti di lavoro, crea un importante liquidità di mercato che va a vantaggio dei grandi operatori finanziari. C'è una relazione tra liquidità di mercato e volatilità: più il mercato è liquido e più la volatilità è contenuta. Meno liquidità significherebbe lasciare il mercato in balia degli hedge fund o dei grandi operatori anche esteri. Con la piccola finanza e la sua liquidità il mercato è quindi più efficiente.  

Il danno sarebbe stato per tutto il sistema finanziario ed inoltre l'80% del mercato sarebbe andato all'estero. Anche le aziende che esportano (per es. ENI, che si coprono con i CFDs avrebbero dovuto rivolgersi ed operatori stranieri.  

La cultura finanziaria

La finanza non è il demonio, ma spesso si cerca di colpire lo speculatore con enfasi negativa, cercando la figura meschina del truffatore americano proposto da molti film usa. C'è invece da chiedersi chi in Italia facendo trading riesca a spostare il mercato. Esistono degli speculatori italiani? I trader italiani tradano con cifre medie che vanno da 2mila a 15mila euro. Sono speculatori? No è piccola finanza che muove molta liquidità in totale. Tra l'altro i trader italiani sono tra i più esperti e navigati: mentre all'estero le perdite si aggirano intorno al 90% in Italia mediamente intorno al 70% dei trader. 

Il rischio di cancellazione

Questo improvviso zunami CFD per tutti gli operatori del settore dimostra che manca una mentalità e cultura finanziaria in Italia, che serve continuare un dialogo con i rappresentanti del mondo  politico per far capire le esigenze del mercato e magari chieder la modifica di TobinTax e capital gain. Il rischio che una mattina si alzi qualcuno che in due righe può cancellare un intero settore finanziario e relativi posti di lavoro c'è.

Serve una associazione 

Per abbassare questo rischio bisogna che tutti i rappresentanti e operatori del settore, broker, intermediari, consulenti, trader, giornalisti ed investitori uniscano le forze e costruiscano un organo di rappresentanza, un osservatorio, una associazione che parli a nome di tutti e spieghi le esigenze tecniche del settore trading online.     

Tags: tassazione CFD Tobin Tax CFDs

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