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Metalli Preziosi

Oro da Investimento Immobile

Inserito in Metalli Preziosi

Investimenti in Oro - Mai così poco interessanti, a meno che non perdano ancora nel breve.

Tra i metalli preziosi il metallo giallo ha fatto addormentare gli investitori, con le oscillazioni più ristrette, nei primi mesi del 2018, dall’inizio del lontano 1970.
Da capodanno non ha fatto altro che perdere altri 50$/oncia, riallontanandosi dai 1.300$. Fortunatamente per gli opinionisti però, il prezzo dell’oro non riguarda mai solo l’oro stesso.

Tra i metalli preziosi l’oro non paga interessi e non pubblica la contabilità trimestrale. Nemmeno il dieci per cento della domanda di oro arriva dall’industria. L’oro fa così poco che non arrugginisce nemmeno.  Gli investitori cercano di capire come si muoverà il prezzo osservando il quadro generale.  L’investimento “zen” per eccellenza richiede una consapevolezza che si raggiunge solo distaccandosi dal metallo e meditando su tutto il resto. Sollevandosi dall’oro terreno, c’è un mondo da scoprire.

Donald Trump ha twittato l’11 giugno:
“La Borsa ha guadagnato quasi il 40% dalle elezioni, con settemila miliardi di valore creato dall’economia. La disoccupazione è ai minimi di molti decenni, ai minimi storici anche la disoccupazione di afroamericani ed ispanici; la disoccupazione femminile al minimo di 21 anni. Fiducia al massimo!”

Donald non ha torto. le cose non potrebbero andar meglio.
La fiducia dei consumatori americani, ad esempio, è stata così alta solo due volte, secondo il sondaggio della University of Michigan.

L’ultima volta è stata nel 2004, quasi al picco della bolla immobiliare. Prima ancora tra il 1997 ed il 2000, al picco della bolla DotCom, che spinse le bance centrali vendere le riserve d’oro.
Le richieste dei sussidi di disoccupazione in America sono ai minimi di 44 anni, e la domanda di gasolio non è mai stata così alta.
Più vicino, nel Regno Unito, la situazione è simile.
Più impiegati che mai, spesa nei retail ai massimi, gente fiduciosa nella piovosa Scozia che acquista in massa mobili da giardino ed attrezzatura per le grigliate!
Non è solo un effetto del surriscaldamentro globale.
Wall Street sta prestando denaro alle multinazionali americane come se non conoscesse la crisi.
In tutto il mondo i prestiti non sono mai stati così grandi, con i debiti maggiori della storia.
Questo non è un problema di per sè, il credito aiuta tutti: casa, famiglia, attività in proprio, aumenti di produzione e marketing.
Il problema inizia quando i debitori non riescono a ripagare. Questa nuova montagna di debiti è stata fatta ad interessi tra i più bassi della storia.
Il margine di errore non è mai stato così sottile, i debitori necessitano dei prestiti più economici della storia per far tornare i conti.
L’aumento dei salari inglesi non ha nemmeno coperto la timida inflazione riportata dai dati ufficiali.
Gli stipendi totali nel Regno Unito, se si conta l’inflazione, sono minori di dieci anni fa. Gli stipendi reali negli USA invece sono allo stesso livello di tre anni fa.
Inoltre, la parte di quegli stipendi che viene risparmiata per il futuro è crollata negli USA ai minimi storici del 2005, appena prima che la bolla immobiliare diventasse crisi bancaria mondiale.
Il problema reale si sta formando nei mercati con grandi debiti da parte delle aziende.
Quelle americane hanno livelli di debito mai visti, seppure con livelli di profitto relativamente alti.
Le aziende stanno cercando di stabilizzare i profitti, in un’ottica di lungo periodo.
Dopo quasi un decennio di mercato toro delle azioni, ed il terzo periodo più lungo senza recessione nella storia americana, le azioni del 2018 sono al prezzo massimo e con molto poco spazio di manovra.

Che cosa potrebbe far esplodere questa bolla?

I tassi d’interesse alti sono i soliti sospetti. Quasi tutto il mondo sta cercando di porre un tetto sul costo dei prestiti, mentre la Fed continua ad aumentare l’interesse dei dollari.
Le economie emergenti ne stanno già risentendo: affidandosi principalmente a fondi esteri, sono bloccate nel tentativo di facilitare la crescita con valuta bassa nel mercato locale, mentre cercano di difendere la propria valuta dalla svalutazione.
Una “guerra commerciale globale” non aiuterà, anzi danneggerà anche le economie sviluppate, che cercheranno di favorire la domanda locale con valuta sempre più svalutata, mentre la prima fonte di liquidità sta lentamente chiudendo i rubinetti.

La Fed si fermerà?

Aumentare i tassi d'interesse è pubblicizzato come un segno che la crescita economica è unicamente dipendente da sè stessa, in quanto i consumatori e le aziende non hanno bisogno di supporto dalla Banca Centrale. L’inflazione, secondo tutti i segnali, sta aumentando.
Ma il mondo è impostato per fare affidamento su tassi d’interesse vicini a zero, e rimuovere questo supporto potrebbe avere esiti disastrosi per i debitori, quali che siano i creditori.
A giudicare da tutti i periodi di recessione in America, la Fed non si fermerà fino ad un momento prima che l’economia inverta il suo corso, per poi tagliare i tassi d’interesse e cercare di contenere la recessione.
Acquistare oro fisico o altri metalli preziosi non garantisce la protezione contro la recessione, quando avverrà, e non garantisce al 100% che, come in passato, l’oro aumenterà di valore durante il caos finanziario al quale gli USA ci stanno avviando, ma di sicuro tornerà ad essere interessante.
Soprattutto quando gli investitori capiranno quanto potrebbero perdere quando la bolla del debito esploderà, ed i debitori non riusciranno a ripagare i loro prestiti.

(Fonte: Bullionvault)

Tags: oro fisico metallo Prezzo Oro Gold

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